La protesi monocompartimentale di ginocchio
La protesi monocompartimentale di ginocchio sta vivendo una nuova stagione di interesse, sospinta da indicazioni più ampie, design protesici migliorati e dall’arrivo della robotica. I risultati di uno studio statunitense (Epidemiological Trends and Outcomes of Unicompartmental Knee Arthroplasty Among 104 Million Patients in the United States. J Arthroplasty. 2024 ) condotto su un database di 104 milioni di pazienti, forniscono la fotografia di un contesto clinico in cui la protesi monocompartimentale di ginocchio è sempre più utilizzata. Tuttavia, i dati vanno letti con attenzione.
Monocompartimentale di ginocchio: il trend
Nel decennio tra il 2012 e il 2022, gli interventi di protesi monocompartimentale di ginocchio sono aumentati del 590%, con una crescita costante di prevalenza, incidence proportion e incidence rate. È un incremento che riflette un cambiamento culturale nella gestione della gonartrosi monocompartimentale refrattaria ai trattamenti conservativi.
Sempre secondo i dati dell’ampio studio americano, la protesica robotica segue lo stesso trend, con un aumento del 518% nel medesimo periodo. Sembra evidente quindi che molti colleghi percepiscono un vantaggio nella precisione del posizionamento, anche se lo studio non entra nel merito degli outcome differenziali tra tecnica manuale e robotica.
Il risultato più sorprendente però è il tasso di conversione a protesi totale di ginocchio entro un anno, pari al 39,9%. Da ortopedico, la prima domanda che mi pongo è: perché quasi un paziente su due necessita di una protesi totale di ginocchio così presto?
Le possibili interpretazioni possono essere:
- selezione del paziente non ottimale;
- variabilità tecnica tra centri e chirurghi;
- curva di apprendimento ancora significativa;
- limiti intrinseci dei database amministrativi, che possono sovrastimare alcune complicanze.
Tuttavia, il dato è molto superiore rispetto alle casistiche europee e ai registri scandinavi, dove la sopravvivenza della UKA è generalmente più favorevole.

I dati europei
La letteratura europea, soprattutto quella proveniente dai registri nazionali scandinavi e dalle meta-analisi che includono ampie casistiche europee, mostra in modo piuttosto consistente che la sopravvivenza della protesi monocompartimentale in Europa è nettamente migliore rispetto ai dati statunitensi riportati nello studio su 104 milioni di pazienti.
Le meta-analisi europee indicano che la revisione della monocompartimentale (inclusa la conversione a protesi totale) si colloca generalmente tra il 5% e il 10% a medio termine (5–7 anni), con valori che possono scendere anche sotto il 5% nei centri ad alto volume.
Dai dati europei emergono alcuni fattori chiave:
- I registri europei, soprattutto scandinavi, sono molto rigorosi nel definire i criteri di selezione (pazienti normopeso o leggermente sovrappeso, artrosi monocompartimentale pura, assenza di instabilità legamentosa e degenerazione significativa del compartimento laterale o femoro-rotuleo)
- In Europa gli interventi di protesi monocompartimentale sono spesso concentrati in centri con elevata esperienza, e questo riduce drasticamente il rischio di revisione.
Uno studio pubblicato su European Journal of Radiology (2025) mostra che la presenza di osteolytic rim tibiale, osteolisi, OA avanzata nei compartimenti non sostituiti, è fortemente associata alla necessità di conversione a TKA .
Questo significa che in Europa la radiologia pre-operatoria e il follow-up sono utilizzati in modo più sistematico per prevenire fallimenti precoci.
Cosa significa in pratica clinica?
La protesi monocompartimentale è una procedura efficace, ma richiede rigore nella selezione del paziente e precisione tecnica. Lo studio conferma che la tendenza a “espandere” le indicazioni può portare a un aumento delle revisioni precoci, ovvero .
Questo significa che la selezione del paziente rimane il vero discrimine tra successo e fallimento.
Reference:
Sanghvi PA, Burkhart RJ, Belt NG, Nedder VJ, Saleh A, Kaelber DC, Mistovich RJ. Epidemiological Trends and Outcomes of Unicompartmental Knee Arthroplasty Among 104 Million Patients in the United States. J Arthroplasty. 2024 Dec;39(12):2942-2948. doi: 10.1016/j.arth.2024.06.048. Epub 2024 Jun 22. PMID: 38914143.